Echi della lunga distanza

“Echi della lunga distanza”. Laboratorio. Letture dopo lo sbarco.

Prodotto dei percorsi di inclusione linguistica della Scuola di Lingua italiana per Stranieri

 

C’è il sogno di Maris di aprire in Italia un negozio tutto suo, così da poter portare anche nel Vecchio Continente la madre, lasciata al di là delle coste della Libia. Ma c’è anche il ricordo drammatico di una traversata di otto giorni trascorsi ad urlare “perché si sperava che dietro quel buio e dietro quel nulla in tumulto, ci fosse qualcuno”. E due donne annegavano. “Un uomo urlava, guardava quei corpi, si batteva le mani”.

E poi un padre esigente, che va in moschea all’alba con i suoi riluttanti figli a pregare. Un padre severo ma anche benevolo quando si toglie scarpe e giacca per concedersi un momento di sollazzo, una partita di calcio con gli stessi figli, su una risaia che non c’è più, cancellata dalla brutta stagione.

Storie di viaggi drammatici per raggiungere le coste italiane, ricordi, speranze, echi della lunga distanza di tanti minori non accompagnati o richiedenti asilo, che nei tre anni del progetto a loro dedicato hanno frequentato le aule della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, recitati da Ama, Amadou, Saikou, Kirolos, Rosemary, Sadikur e Khalifa, altri minori compagni di banco di chi quelle storie le ha raccontate.

La lettura multimediale a più voci in tante lingue del mondo, bangla, walof, bini, francese, jola, inglese, è il frutto di un laboratorio di movimento, traduzione e lettura condotto da docenti di ItaStra con il coordinamento artistico del regista iracheno e narratore Yousif Latif Jaralla, La lettura sarà accompagnata dal violoncello di Riccardo Palumbo e dalla proiezione di foto realizzate da Antonio Gervasi nei tre anni trascorsi accanto ai giovani migranti, fuori e dentro le classi. Il documento fotografico scorrerà su un grande schermo insieme ai testi tradotti in lingua italiana. L’immediatezza potente di foto e musica daranno grande vigore a racconti lontani.

Lo spettacolo di oggi, quelli di ieri e di domani, nascono dalla scelta di unire ai corsi di italiano momenti laboratoriali in cui i minori si confrontano con linguaggi espressivi diversi: foto e video, teatro e lettura ad alta voce. Linguaggi utili per sviluppare il senso critico di ragazzi giovanissimi, la loro capacità di osservare e osservarsi. Ampliare i punti di osservazione e ridurre il senso di disorientamento inevitabile dopo l’arrivo in una dimensione culturale estranea, che si conosce molto poco ed è spesso nutrita da rappresentazioni posticce.

Linguaggi d’arte necessari per dare al passato che spesso è doloroso, ai brutti e ai bei ricordi, una collocazione nel presente. Ricucire il prima e il dopo e ridurre le lacerazioni, per quanto sia possibile.

Guarda tutte le foto di Antonio Gervasi – Le prove in aulaPerformance a Ballarò d’Autunno –  Performance del 9 ottobre – 
Scopri le storie degli attori / minori stranieri non accompagnati – Clicca qui 
Leggi la brochure / scheda dello spettacolo – Clicca qui

 

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